sabato 8 dicembre 2012

Come leggere Sri Aurobindo e la Madre


Ci sono due cose da distinguere: studiare e leggere. Studiare Sri Aurobindo è solo un metodo sussidiario, un aiuto. Studiare significa prendere un testo e capirne ogni parola e frase; se non si capisce un dizionario può aiutare ad afferrare il significato esteriore che le parole esprimono. Far questo vi aiuterà ad afferrare il significato esteriore che le parole esprimono. Far questo può essere necessaio, ma non è il modo migliore di avvicinarsi alle loro opere.
In realtà è sufficiente leggere. Non importa che cosa capite e che cosa vi sfugge, leggete e aspettate. Nello studiare, vi avvicinate con la vostra mente esteriore, l'intelligenza esteriore. Ma ciò che si trova nel testo è oltre la vostra mente, oltre la vostra intelligenza. Comprendere con la mente significa spingere il vostro intelletto verso, e dentro, la cosa; è uno sforzo che vi conduce solo alla superficie del soggetto. E' un esercizio per il vostro cervello, che si è sviluppato in quel modo; ma non vi porta molto lontano. Invece immaginate di mantenervi tranquilli, di far tacere la mente, limitandovi a leggere, senza cercare di capire , aspettando che ciò che si trova nel testo entri in voi. Invece di spingere con la vostra intelligenza, che si lancia in avanti e cerca d'afferrare la cosa, lasciate che sia la cosa ad entare in voi; poichè quel che si trova negli scritti di Sri Aurobindo e della Madre non è un insieme di parole e frasi, una lettera morta, ma qualcosa che ha una vita intensa, qualcosa di cosciente, che essi hanno espresso nelle parole, nelle frasi, nel suono e nel ritmo. E posso assicurarvi che ogni frase, ogni scritto - per non parlare di Savitri- è un essere vivente, un'entità, un amico, persino un Amante che dovete conoscere. E in questa direzione il vostro sforzo darà frutti. Ne ricaverete anche molta più soddisfazione.
 
di Nolini Kanta Gupta
Tratto dalla Rivista Domani,
Agosto 2008
 
 

Riflessioni sul vitale (1)


Il superamento di sé è la chiave di ogni VITTORIA sull’ego.

Quando ci leghiamo a qualcosa o qualcuno cortocircuitiamo noi stessi e la valvola del cuore salta.

Scopri prima l’AMORE e poi innamorati, altrimenti ti aspetta un soggiorno in prigione.

L’innamoramento più che esteriorizzare il Sentimento fa emergere l’Attaccamento, l’Invidia, la Gelosia.

Il Vitale superiore è spesso legato alle AMBIZIONI sovente scambiate per ASPIRAZIONI spirituali.

Nello yoga “inferiore” non è sinonimo negativo, vuole dire semplicemente “più basso”, collocato inferiormente.

Se non discipliniamo il Vitale inferiore, sede del piacere e del desiderio, è impossibile sperare d’essere Puri.

venerdì 7 dicembre 2012

Meditazioni


Ogni elemento esterno agisce su di noi e ci cambia, esattamente nella stessa maniera in cui noi agiamo su di esso e lo cambiamo.
Prendere Coscienza è interessarsi a tutto in ugual maniera con uguale DESTEZZA d’ANIMO.
Dobbiamo avanzare come fanno i bambini, senza preoccuparsi di nulla. Sbagliare fa parte dell’APPRENDIMENTO.
Qual è la GIUSTA Azione? Quella che è Buona o Bella o Vera.
Nessun’anima è obbligata a scendere quaggiù, quando lo ACCETTA fa tutto quello che incontra con eguale Forza.
Le relazioni umane non sono altro che rappresentazioni, il SIMBOLO di Qualcos’ altro non ancora nato sulla Terra.
Il Vero lavoro si fa sulla Terra e nel Corpo. Ogni vittoria riportata nella Mente o nel Vitale non è definitiva se non si Conquista nel Corpo.

giovedì 6 dicembre 2012

Meditazioni


Siamo talmente abituati alle nostre sensazioni che non riusciamo a vivere altro eppure l’Amore esiste così l’Amicizia e il buon Dio. Perché non li SENTI di continuo come il Freddo o il Caldo?

Ognuno di noi rappresenta Qualcosa e ciò che portiamo dentro non è visibile agli altri e neanche a noi stessi se non lo cerchiamo.

In noi c’è uno zoccolo duro, una Resistenza, qualcosa che non cede e che non ci lascia in pace, non ci dà tregua: è un BISOGNO di cosa?

Esattamente cosa rappresentiamo? Un Microcosmo in cui tutto COMUNICA ed è INTERDIPENDENTE. Qual è la Meta, lo Scopo di questa mente che vive in un corpo? Cosa ci lega alle stelle? Dove andiamo? Chi siamo?

Noi siamo ancora molto lontani dal comunicare veramente. Che cosa ci manca?

Anche la persona più insignificante  rappresenta qualcosa.

Quando il vitale si acquieta e si spersonalizza anche la Mente si fa vasta e impersonale. Quando la Persona comincia a non chiamarsi più “io”, che cosa si diviene?

martedì 4 dicembre 2012

Meditazioni


Il nostro corpo manifesta sette facoltà (pensiero, parola, emozione, sentimento, volontà, desiderio e istinto) che sono i comportamenti base del nostro molteplice essere. L’essenza che rappresentano è però unica: la Verità SPIRITUALE. L’Uomo non è fondamentalmente le sue facoltà ma l’essere interiore che nasconde: lo PSICHICO o ANIMA.


Esattamente come predica il buddismo gli estremi o opposti del nostro carattere vanno risolti all’interno del proprio ANIMO.

Non si ottiene ciò che si vuole, ma ciò che serve al CHI SIAMO che vive in noi.

Quando una persona non riesce a vedere determinate cose o è Incosciente o è Assorbito troppo. Per accorgersi di qualche cosa occorre divenire COSCIENTI del proprio Essere interiore e delle sue AUREE esteriori. Allora tutto ciò che ci attraversa viene captato e riconosciuto.

È il mio VISSUTO, legato alle mie emozioni ed i miei sentimenti che distorce la mia percezione. Per ricevere correttamente occorre essere Neutri, Equanimi.

Il PASSATO deve PASSARE. Non ti stupire se qualcosa ti perseguita, devi risolverlo, altrimenti ti seguirà come un’ombra.

Nella Natura ogni parte agisce per sè,nell’integrazione di una Coscienza individuale ogni parte agisce collegata con le altre.

Meditazione


Più si sale e più si vedono meglio le azioni che si devono compiere nei bassifondi dell’Essere.

L’elasticità si acquisisce coltivando la neutralità.

Ognuno deve credere in se stesso perché è in se stesso che il Divino si è nascosto.

Dobbiamo creare una nostra scala di valori nelle cose. Il “Meglio” non esiste, esiste quello in cui crediamo.

La Mente fisica crede nel SAPERE. La mente vitale crede nel SOGNARE. La Mente pensante crede nell’IDEARE. La Mente Spirituale crede nel DIVINO.

Grazie alla consapevolezza diveniamo ciò con cui entriamo in contatto, così facendo espandiamo il nostro orizzonte. Questo è il miglior modo per spezzare i nostri LIMITI.

Dobbiamo riuscire ad analizzare bene gli input che ci muovono altrimenti non comprenderemo mai i Burattinai che ci muovono.

lunedì 3 dicembre 2012


Di qualunque altra cosa si può dubitare, ma il fatto che chi desidera solo il Divino raggiungerà il Divino, è una certezza, più certa che due più due è uguale a quattro. Questa è la fede che ogni discepolo deve avere nella profondità del suo cuore, sostenendolo attraverso ogni caduta, ostacolo o difficoltà.
Sri Aurobindo